mercoledì 6 febbraio 2013

Il Quotidiano del buon Dio - quanti tipi di uomini esistono?


 

 

Per noi esistono tanti uomini, indipendentemente dalla loro forma o immagine sono tutti della stessa specie, uomini.
Eppure tra gli uomini  vi è una separazione sostanziale, visibile, toccabile, tangibile.
Vi è l’uomo n. 1.
L’uomo n. 2
L’uomo n.3
L’uomo n. 4 e via così fino all’uomo n.7.
L’uomo n.1, è un uomo il cui obiettivo finale, la massima aspirazione da raggiungere, è il mangiar bene, averne sempre a propria disposizione, saper tutto sul cibo, come si cucina, poi dopo un buon pranzo se qualche esigenza di ordine erotico è possibile , ben venga. Ed anche qui vi sarà una casistica e motivi di discussione sulla scelta della preda. Questo .uomo nel suo modo di vivere, nella sua esperienza sessuale si è formata una propria conoscenza e proprio su questa conoscenza si è formata la sua coscienza, per coscienza intendo, uno stato o modo di esistere.
Quindi avremo una coscienza dello stomaco, perché per lui tutte le altre cose sono di sott’ordine.
Veniamo ora all’uomo n.2, quest’uomo, ha una parte dell’uomo n. 1, ma anche altre ambizioni, le piace vivere una vita sociale emergente, vivere bene, avere buoni rapporti, una discreta cultura, farsi notare, e per ottenere tutto questo deve essere calcolatore, opportunista. Questo uomo  nel suo modo di esistere deve forzare continuamente la mente, il suo ragionamento di come mantenere questo stato di privilegiato nel confronto di altri uomini. Quindi la sua conoscenza sarà di tipo mentale ed egoica, io esisto perché gli altri mi riconoscono per la mia opulenza. Lui sarà cosciente di essere importante perché ha. La sua coscienza sarà di tipo mentale o di ragionamento, su ciò che gli conviene fare o non fare.
Ora veniamo all’uomo n. 3. Questo tipo di uomo ha una parte dell’uomo n. 1, una parte dell’uomo n. 2, ma lui si sente diverso dagli altri, lui è intellettuale, cita libri a memoria, dispensa opinioni, passa ore eterne in discussioni e si sente uomo di cultura, quindi superiore alla comune gente. La sua conoscenza sarà di tipo enciclopedico. Quindi l’uomo n. 3 avrà una coscienza che deriverà dal suo sapere.
L’uomo n. 4, è un uomo come il n. 1 il n.2 il n.3, ma ha anche qualcosa in più degli altri uomini, ha l’intuizione che la vita non è l’agire meccanico del vivere quotidiano, ma è la scoperta delle qualità dell’uomo, del suo pensiero creativo, dell’abbandono delle cianfrusaglie inutili, si preoccupa di ricostruirsi perché è cosciente della sua origine divina e di altre ottiche di vita, in armonia col creato e col suo Creatore, egli ha scoperto l’essenza della vita, rinunciando alla propria meccanica di essere uomo, proiettandosi nella qualità del divino.

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