Per noi esistono tanti uomini,
indipendentemente dalla loro forma o immagine sono tutti della stessa specie,
uomini.
Eppure tra gli uomini vi è una separazione sostanziale, visibile,
toccabile, tangibile.
Vi è l’uomo n. 1.
L’uomo n. 2
L’uomo n.3
L’uomo n. 4 e via così fino all’uomo
n.7.
L’uomo n.1, è un uomo il cui
obiettivo finale, la massima aspirazione da raggiungere, è il mangiar bene,
averne sempre a propria disposizione, saper tutto sul cibo, come si cucina, poi
dopo un buon pranzo se qualche esigenza di ordine erotico è possibile , ben
venga. Ed anche qui vi sarà una casistica e motivi di discussione sulla scelta
della preda. Questo .uomo nel suo modo di vivere, nella sua esperienza sessuale
si è formata una propria conoscenza e proprio su questa conoscenza si è formata
la sua coscienza, per coscienza intendo, uno stato o modo di esistere.
Quindi avremo una coscienza dello
stomaco, perché per lui tutte le altre cose sono di sott’ordine.
Veniamo ora all’uomo n.2, quest’uomo,
ha una parte dell’uomo n. 1, ma anche altre ambizioni, le piace vivere una vita
sociale emergente, vivere bene, avere buoni rapporti, una discreta cultura,
farsi notare, e per ottenere tutto questo deve essere calcolatore,
opportunista. Questo uomo nel suo modo
di esistere deve forzare continuamente la mente, il suo ragionamento di come
mantenere questo stato di privilegiato nel confronto di altri uomini. Quindi la
sua conoscenza sarà di tipo mentale ed egoica, io esisto perché gli altri mi riconoscono per la mia opulenza. Lui
sarà cosciente di essere importante perché ha. La sua coscienza sarà di tipo
mentale o di ragionamento, su ciò che gli conviene fare o non fare.
Ora veniamo all’uomo n. 3. Questo
tipo di uomo ha una parte dell’uomo n. 1, una parte dell’uomo n. 2, ma lui si
sente diverso dagli altri, lui è intellettuale, cita libri a memoria, dispensa
opinioni, passa ore eterne in discussioni e si sente uomo di cultura, quindi
superiore alla comune gente. La sua conoscenza sarà di tipo enciclopedico.
Quindi l’uomo n. 3 avrà una coscienza che deriverà dal suo sapere.
L’uomo n. 4, è un uomo come il n.
1 il n.2 il n.3, ma ha anche qualcosa in più degli altri uomini, ha l’intuizione
che la vita non è l’agire meccanico del vivere quotidiano, ma è la scoperta
delle qualità dell’uomo, del suo pensiero creativo, dell’abbandono delle
cianfrusaglie inutili, si preoccupa di
ricostruirsi perché è cosciente della sua
origine divina e di altre ottiche di vita, in armonia col creato e col suo
Creatore, egli ha scoperto l’essenza della vita, rinunciando alla propria
meccanica di essere uomo, proiettandosi nella qualità del divino.
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