La
preghiera è parte integrante di ogni religione, anzi, è l’elemento che meglio
caratterizza ancor più di quello che possano fare la mitologia, il dogma,la
morale o la teologia. Essa è l’atto più intimo dell’uomo.
La
preghiera richiede fede, questa forza invincibile della volontà di vincere, e
di donare, perché essa è amore puro , il pilastro dell’Universo. Dio sacrificò il Figlio per un atto d’amore. La fede è il ponte tra il
divino e la sua natura, l’uomo e e i suoi regni. Guarda la natura, in essa puoi
trovare una profonda bellezza e potrai trovare la fede in ogni sua
manifestazione, perché anch’essa è donazione, è vita.
Mt 8,5-13 Il servo di un centurione
Gli viene incontro un centurione, un dominatore, un nemico, ma soprattutto
un pagano. I pagani sono esclusi dalla salvezza, non c’è possibilità di
salvezza per un pagano. Il diritto giudaico distingueva tra l’omicidio e il
malicidio: l’omicidio era l’uccisione di un uomo, ma quando l’ucciso era un
pagano, l’azione non rientrava nella categoria dell’omicidio ma del malicidio,
cioè si toglie un male, perciò non è né reato né peccato.
Gli viene incontro un centurione che lo scongiura: «Signore, il mio
servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente».
Gesù ha parlato d’amore che va esteso pure al nemico, ed ecco la
dimostrazione nella pratica di ciò che aveva detto nel suo insegnamento.
Infatti aveva affermato: «avete inteso che fu detto: “amerai il tuo prossimo e
odierai il tuo nemico”, ma io vi dico amate i vostri nemici e pregate per i
vostri persecutori» (Mt 5, 43-44). Abbiamo un nemico, un pagano, un centurione
che è anche un dominatore. Ma poiché la salvezza di Dio e l’amore di Dio è
universale va esteso anche agli esclusi per eccellenza dalla salvezza.
Il nazionalismo è uno dei pericoli per il messaggio di Gesù. Si ha il
nazionalismo quando un popolo, un gruppo etnico, una religione, per un
qualsiasi motivo, ritiene di essere superiore a un altro popolo. Tutto
l’insegnamento di Gesù è un servizio reso agli altri, ma quando ci si
considera, per qualunque motivo, superiori agli altri, allora si crede che
siano gli altri a doversi mettere al nostro servizio.
Secondo la legislazione del puro e dell’impuro, un pagano è impuro e la
casa dove abita è impura; entrare in casa di un pagano significa diventare
impuro.
Ebbene, Gesù, che ancora un volta vuol dimostrare la falsità di questa
legislazione, si dichiara disposto a entrare nella casa del pagano.
«Ma il centurione riprese: "Signore, io non sono degno di riceverti
sotto il mio tetto, ma dì soltanto una parola e il mio servo sarà
guarito"».
Ecco che l’evangelista presenta
nuovamente, in riferimento ai pagani, il tema della dignità, per esser degni
dell’amore di Dio, in contrasto con la gratuità del dono. Il pagano conosce la
legislazione sulla purezza e si sente indegno di accogliere l’ebreo Gesù in
casa sua. E poi prosegue: «Perché anch’io, che sono un subalterno, ho
soldati sotto di me e dico a uno: "va’", ed egli va’; a un altro:
"vieni", ed egli viene e al mio servo: "fa’ questo", ed
egli lo fa. All’udire ciò Gesù rimase meravigliato e disse a quelli che lo
seguivano: «Vi assicuro che presso nessuno in Israele ho trovato una fede così
grande».
«Gesù disse al centurione: "Va’
e sia fatto secondo la tua fede". In quell’istante il servo guarì.
Matteo sottolinea che la guarigione del
servo non è opera di Gesù, o almeno non solo di lui, ma della fede del
centurione. Gesù non dice, infatti: "io guarisco il tuo servo" ma
«secondo la tua fede». La fede, la risposta d’amore di un pagano, di un nemico,
è talmente grande che il servo guarisce.
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