mercoledì 6 febbraio 2013

SAMAR PSICOLOGO GALATTICO (prima parte)


 

Ciao cari ragazzi, eccomi qui con voi. Sono il vostro psicologo e stasera dico la mia.
L’argomento di stasera è piuttosto ovvio, ma solo se guardato da una certa angolazione. Il problema di fondo non è lavorare sodo per poi terminare la giornata dicendo “anche per oggi ho finito”, perché in tal modo non avete compreso che in realtà il lavoro deve essere un continuo costruire, e perciò dovreste terminare la giornata dicendo “chissà come potrò continuare quello che ho iniziato oggi”. Allora la questione sta in questi termini: lavorare significa fare in modo che il vostro io interiore si senta in attività, si senta partecipe di ciò che sta facendo con la vostra mente e con il vostro corpo. Non so se mi sono spiegato a sufficienza, Voglio dire che lavorare all’interno della fabbrica Universo, significa collaborare alla creazione di una umanità evoluta. Il vostro lavoro quotidiano,  perciò, progressivamente dovrà avere le caratteristiche di una missione. Qui entriamo nel fulcro del problema .  Voi in generale lavorate come muli tutti e quanti, ma ottenete, in genere, la stessa soddisfazione che ottengono i muli, i quali alla fine della giornata non aspettano altro che riposare o di distrarsi della loro fatica. Questo poteva andar bene all’umanità che doveva sperimentare gli ultimi residui della propria natura animale: oggi invece l’uomo, l’uomo che vuol essere padrone del futuro, deve diventare creativo, quindi fare di tutto perché il lavoro rallenti la tensione psichica, ma perduri tutto l’arco della giornata. Non dico di fare come gli evoluti, che terminano la loro giornata rilassandosi con la meditazione. Ma dico semplicemente di vivere la vostra giornata con la semplicità e la serenità di chi sa che il proprio futuro è nelle mani  amorose della Creazione. Il lavoro deve divenire per voi una benedizione, una benedizione perché in esso riuscite a contattare nel giusto verso gli altri, e soprattutto perché  riuscite a comunicare loro la vostra pienezza, la vostra soddisfazione di  esistere.
Il prossimo ha bisogno di contattare persone serene, laboriose con il sorriso sulle labbra e con l’animo sempre pronto a sospendere per ascoltare con interesse. Perciò , se voi lavorate duramente, ma impegnando solo
Il corpo e la mente, avete sprecato gran parte delle vostre energie, quindi il momento dell’ozio servirà soltanto a cercare quella soddisfazione che è mancata a livello interiore e che viene invece ora cercata a livello corporeo o mentale  perché  quanto ho detto non è facile, perché è un nuovo concetto di lavoro, ma dovrete imparare ben presto imparare a trasformare il vostro lavoro in attività veramente completa, capace cioè di coinvolgervi totalmente.
Se un giorno collaborerete con noi, a quel punto dovrete aver già imparato a lavorare come si lavora nei pianeti più evoluti. Faccio un esempio pratico: ora Wilma sta sprecando parte del suo tempo lavorativo, e questo è un gran male, visto che lei stessa sperimenta quale sia la differenza fra lavoro “ umano” e quello “spirituale”.  Facciamo un altro esempio. Giovanni lavora sodo e si impegna lodevolmente,  ma durante la giornata è talmente teso e coinvolto dalle cose pratiche,  che alla sera sente la necessità di evadere, ma cosa succede? Che poiché ha sfruttato tutto il giorno il mentale e la sfera emotiva, la sera sente la necessità di “scaricarli”,  e perciò si abbandona ad un tipo d’ozio che certo non lo fa evolvere. Mi sono spiegato?
Ora lascio posto alle vostre domande, perché l’argomento sembra marginale, ma è di tale importanza che il modo in cui l’ho affrontato determina addirittura il significato esistenziale della vostra vita quotidiana.

Segue… con domande del pubblico a Samar

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