Ciao cari
ragazzi, eccomi qui con voi. Sono il vostro psicologo e stasera dico la mia.
L’argomento
di stasera è piuttosto ovvio, ma solo se guardato da una certa angolazione. Il
problema di fondo non è lavorare sodo per poi terminare la giornata dicendo
“anche per oggi ho finito”, perché in tal modo non avete compreso che in realtà
il lavoro deve essere un continuo costruire, e perciò dovreste terminare la
giornata dicendo “chissà come potrò continuare quello che ho iniziato oggi”.
Allora la questione sta in questi termini: lavorare significa fare in modo che
il vostro io interiore si senta in attività, si senta partecipe di ciò che sta
facendo con la vostra mente e con il vostro corpo. Non so se mi sono spiegato a
sufficienza, Voglio dire che lavorare all’interno della fabbrica Universo,
significa collaborare alla creazione di una umanità evoluta. Il vostro lavoro
quotidiano, perciò, progressivamente
dovrà avere le caratteristiche di una missione. Qui entriamo nel fulcro del problema
. Voi in generale lavorate come muli
tutti e quanti, ma ottenete, in genere, la stessa soddisfazione che ottengono i
muli, i quali alla fine della giornata non aspettano altro che riposare o di
distrarsi della loro fatica. Questo poteva andar bene all’umanità che doveva
sperimentare gli ultimi residui della propria natura animale: oggi invece
l’uomo, l’uomo che vuol essere padrone del futuro, deve diventare creativo,
quindi fare di tutto perché il lavoro rallenti la tensione psichica, ma perduri
tutto l’arco della giornata. Non dico di fare come gli evoluti, che terminano
la loro giornata rilassandosi con la meditazione. Ma dico semplicemente di
vivere la vostra giornata con la semplicità e la serenità di chi sa che il
proprio futuro è nelle mani amorose
della Creazione. Il lavoro deve divenire per voi una benedizione, una
benedizione perché in esso riuscite a contattare nel giusto verso gli altri, e
soprattutto perché riuscite a comunicare
loro la vostra pienezza, la vostra soddisfazione di esistere.
Il prossimo
ha bisogno di contattare persone serene, laboriose con il sorriso sulle labbra e
con l’animo sempre pronto a sospendere per ascoltare con interesse. Perciò , se
voi lavorate duramente, ma impegnando solo
Il corpo e
la mente, avete sprecato gran parte delle vostre energie, quindi il momento
dell’ozio servirà soltanto a cercare quella soddisfazione che è mancata a livello
interiore e che viene invece ora cercata a livello corporeo o mentale perché quanto ho detto non è facile, perché è un nuovo
concetto di lavoro, ma dovrete imparare ben presto imparare a trasformare il
vostro lavoro in attività veramente completa, capace cioè di coinvolgervi
totalmente.
Se un giorno
collaborerete con noi, a quel punto dovrete aver già imparato a lavorare come
si lavora nei pianeti più evoluti. Faccio un esempio pratico: ora Wilma sta
sprecando parte del suo tempo lavorativo, e questo è un gran male, visto che
lei stessa sperimenta quale sia la differenza fra lavoro “ umano” e quello “spirituale”. Facciamo un altro esempio. Giovanni lavora
sodo e si impegna lodevolmente, ma
durante la giornata è talmente teso e coinvolto dalle cose pratiche, che alla sera sente la necessità di evadere, ma
cosa succede? Che poiché ha sfruttato tutto il giorno il mentale e la sfera
emotiva, la sera sente la necessità di “scaricarli”, e perciò si abbandona ad un tipo d’ozio che
certo non lo fa evolvere. Mi sono spiegato?
Ora lascio
posto alle vostre domande, perché l’argomento sembra marginale, ma è di tale
importanza che il modo in cui l’ho affrontato determina addirittura il
significato esistenziale della vostra vita quotidiana.
Segue… con domande del pubblico a Samar
Nessun commento:
Posta un commento