giovedì 7 febbraio 2013

L’ANGELO NERO – fiaba


 
Oggi è una giornata lavorativa come tante altre, mi appresto a guadagnarmi il mio consueto tozzo di pane.
Siamo nell’intervallo di mezzogiorno, cerco un self-service per poter mangiare qualcosa, ve ne uno che è abbastanza buono, e li mi dirigo, posteggio la mia macchina, e come al solito un –vu cumprà ti si affianca per venderti i suoi piccoli oggetti. Gli fai la faccia scura per scoraggiarlo ad avvicinarsi, ma lui non si da per vinto.
Ti offre a piene mani tutto ciò che ha nella piccola cassetta, proponendoti sconti eccezionali. Gli compro il solito elefantino portafortuna, e questo dopo una serrata trattativa sul prezzo.
Normalmente questi ragazzi vengono dall’Africa, un po’ per curiosità e un po’ perché avevo tempo da perdere, gli chiesi: come ti chiami? Thomas, mi rispose.
Perché sei qui?
Thomas si fece serio; sono un rifugiato politico, il mio paese e soprattutto il mio villaggio, è infestato da feroci mercenari, pronti a qualsiasi scempio, bruciano capanne, violentano donne, ci uccidono come se fossimo delle bestie. Io sono fortunato riuscii a fuggire. Il racconto mi aveva colpito, ed ero disposto ad acquistargli tutta la sua piccola merce, a patto che mi raccontasse la sua storia.
Thomas si appoggiò ad una macchina, e con lo sguardo fisso nel vuoto iniziò.
“Il mio villaggio, è situato in riva di un grande fiume, che a noi serve per spostarci in altri villaggi, al confine abbiamo la foresta, molti di noi sono abilissimi cacciatori, altri vivono di pesca, e altri ancora lavorano il legno per i suvenir dei turisti, e questo  è durato per tanti anni, finche un giorno per motivi a noi sconosciuti, ci siamo trovati invasi da questi terroristi senza scrupoli, che mettevano a ferro e fuoco i nostri villaggi.
Il terrore viveva con noi, nessuno alzava un dito per evitare questi genocidi. Ma un giorno un ragazzino di nome Rafhael, aveva circa 10 anni, figlio di cacciatori, aveva la passione degli animali, ma non per cacciarli ma per curarli, e tutti i giorni entrava nella foresta per curare queste creature ferite o bisognose di cure.
I suoi genitori lo presero per pazzo, ma lo lasciarono fare.
Thomas, ad un tratto fece una pausa, dai suoi occhi incominciarono a scendere le lacrime.
Il suo sguardo era impietrito, come se vivesse di nuovo questa forte emozione. Poi si riprese, e prosegui il racconto. “un giorno verso il tramonto, incontrai Rafhael che si dirigeva verso la foresta, era allegro, sprizzava gioia da tutte le parti, mi salutò con un bel sorriso e se ne andò. Passarono pochi minuti, un gran botto, corsi verso quella direzione e con me la gente del villaggio. La scena era straziante Rafhael aveva messo il piede su una mina anticarro, del suo corpicino non ne rimase traccia.
Passarono giorni il villaggio non se ne dava pace, gli animali abituati alla sua presenza, venivano alla sua capanna e lì sostavano.
Vi fu un temporale potente, il fiume si ingrossò, fulmini, saette, diedero sfogo alla loro potenza, la gente rimase rinchiusa nelle loro capanne, e finalmente il temporale passò.
Nel cielo si formò un grande arcobaleno, lo spettacolo era meraviglioso, eravamo tutti con gli occhi rivolti al cielo, dall’arcobaleno scese un raggio di luce così potente che formò una scala luminosa.
Una figura vestita di bianco incominciò a scendere, era  Rafhael, con il suo sorriso, tranquillizzò tutti i cuori dei presenti, e si avviò verso la foresta seguito dai suoi animali.
La leggenda vuole che in quel pezzo di foresta, gli animali convivono in pace come nel giardino dell’Eden, e Rafhael s’è messo a loro protezione.
Rimasi sbalordito da questa semplice e commovente storia, Thomas era stato molto bravo a raccontarla, le aveva dato colore ad ogni particolare, vivendo le stesse emozioni. Thomas mi diede la mano e mi disse: ciao.
Passarono giorni, il racconto passava continuamente nella mia mente. Ma una mattina al mio risveglio, guardai le montagne baciate dal sole, in lontananza vidi una bianca colomba che veniva verso di me, in bocca aveva un piccolo ramoscello d’ulivo, mi commossi, era un messaggio di pace del piccolo Rafhael, ora Angelo nero..

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